Prosegue il percorso della Scuola Popolare di Legalità con un nuovo appuntamento di forte valore civile e simbolico. Giovedì 22 gennaio 2026, alle ore 20.45, la Biblioteca Civica – Centro comunale di cultura “G. Capurro” di Novi Ligure (via Marconi 66) ospiterà l’incontro con Dario Montana, fratello di Beppe Montana, il poliziotto che negli anni Ottanta diede la caccia ai boss di Cosa Nostra pagando con la vita il suo impegno.
La serata, dal titolo «Il poliziotto che dava la caccia ai boss», sarà un momento di testimonianza diretta e di memoria, dedicato alla figura di Beppe Montana e, più in generale, a quella stagione di lotta alla mafia condotta da uomini delle istituzioni spesso lasciati soli ma animati da un profondo senso dello Stato.
Beppe Montana è una delle figure più significative e meno retoriche della lotta dello Stato contro Cosa Nostra negli anni più duri della guerra di mafia. Nato a Agrigento nel 1958, entrò giovanissimo in Polizia e fu assegnato alla Squadra Mobile di Palermo, dove divenne rapidamente uno degli investigatori più capaci e determinati.
Montana guidava la Sezione Catturandi, il gruppo incaricato di rintracciare e arrestare i latitanti mafiosi. Il suo lavoro si concentrò in particolare sui vertici emergenti di Cosa Nostra, in un momento in cui l’organizzazione stava cambiando pelle sotto la guida dei corleonesi. Era un poliziotto operativo, presente sul territorio, lontano dai riflettori e allergico alla retorica: lavorava molte ore al giorno, spesso senza scorta adeguata, muovendosi tra informatori, pedinamenti e indagini complesse.
Montana rappresentava una nuova generazione di investigatori: preparato, intuitivo, capace di leggere i segnali del cambiamento mafioso e di colpire i punti nevralgici dell’organizzazione. Per questo era considerato estremamente pericoloso da Cosa Nostra. Il suo nome compariva nelle agende dei boss come obiettivo prioritario.
Venne assassinato il 28 luglio 1985 a Porticello, mentre si trovava in ferie, colpito alle spalle con numerosi colpi di pistola. Aveva solo 27 anni. Il suo omicidio fu un messaggio chiarissimo dello strapotere mafioso di quegli anni e segnò uno dei momenti più drammatici della stagione di sangue che precedette le stragi degli anni Novanta.
La figura di Beppe Montana è oggi simbolo di una lotta alla mafia fatta senza clamore, senza protezioni, spesso in solitudine. Un servitore dello Stato che ha pagato con la vita la scelta di fare fino in fondo il proprio dovere, incarnando un’idea rigorosa e concreta di legalità, fondata sull’azione, sul coraggio e sulla responsabilità personale.
L’appuntamento, organizzato con il patrocinio del Comune di Novi Ligure, rientra nel percorso educativo e formativo del Progetto Legalità, sostenuto da Libera, Fondazione Social, ICS ETS, Cascina Saetta, Fuga di Sapori e Parcival, con l’obiettivo di avvicinare la cittadinanza e soprattutto i giovani ai temi della giustizia, dell’etica pubblica e della responsabilità collettiva.
Nel corso della giornata sono previsti anche momenti di incontro e dialogo con gli studenti delle scuole superiori, per offrire loro un confronto diretto con testimoni diretti della lotta alle mafie.
Attraverso il racconto personale e familiare di Dario Montanaro, il pubblico potrà ripercorrere la vicenda umana e professionale di un servitore dello Stato che ha incarnato, fino alle estreme conseguenze, il rifiuto di ogni compromesso con la criminalità organizzata. Una testimonianza che parla al presente e che richiama il valore della memoria come strumento attivo di consapevolezza e di partecipazione democratica.
L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
Per informazioni
Valentina Avvento 3662433385
Andrea Vignoli 3474874095